About - Francesca Kiara
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Tematica

Mi chiedo spesso perché mai uno stato non voglia il bene del suo popolo. La moneta dal momento della sua creazione è diventata simbolo di potere e disuguaglianza. Il denaro è la mela, il male, la tentazione. Le azioni della politica anziché favorire i cittadini li rendono sempre più poveri, depressi e impotenti. E’ evidente che se la ricchezza del mondo è concentrata in pochi, saranno loro élite, i potenti, i padroni. E tutti gli altri miliardi di persone, che valore ha la loro vita? Perché non possiamo vivere tutti una vita degna e dignitosa? Perché la maggior parte delle persone è insoddisfatta, invidiosa e depressa? Tutti sappiamo che di vita ce n’è una sola, che un attimo non torna più indietro, che ogni minuto è prezioso. Quindi perché lo sprechiamo? Perché non facciamo ciò che ci rende felici? Sprechiamo ore e ore a fare lavori che non ci aggradano, con gente di cui non ce ne importa nulla, sposiamo persone di cui non siamo innamorati, l’unica cosa che riusciamo a fare è guardare la vita degli altri, o la vita che ci vogliono trasmettere davanti a un televisore o a un telefono che controlla ogni nostra mossa e ci influenza passivamente. Qualche fortunato si accorge di avere passioni che lo fanno stare bene, che lo accrescono e di cui non potrebbe fare a meno, ma pochissimi hanno il coraggio di lasciare le poche certezze che hanno per inseguire un sogno. Ma senza sogni che vita sarebbe? Come si fa a vivere una vita già scritta? La vita dovrebbe essere un libro pieno di pagine bianche da scrivere con il presente, con le esperienze del passato e con la speranza per il futuro. Mi rattrista vedere famiglie o persone immobili e imprigionate nel loro silenzio. Incapaci ormai di comunicare, giocare, leggere, abbracciare, baciare. Da qui, la mia battaglia contro gli psicofarmaci, considerati la via più diretta e breve alla finta risoluzione dei problemi odierni:

INSICUREZZA, INSODDISFAZIONE, TRAUMI INFANTILI, LAVORO, AMORE, AMICIZIE, SOLITUDINE, ANSIA, DEPRESSIONE. Quest’ultima è considerata una vera e propria patologia, la Malattia del XX secolo, che non si può curare con affetto, parole, vicinanza, sport, passioni, ma con MEDICINE, con prodotti chimici che vanno a inibire i neurotrasmettitori, a placarli perché troppo aggressivi. Placare non vuol dire curare. La vita è fatta di alti e bassi e così lo è sempre stata. L’essere umano non sopporta più il dolore e la sofferenza, non vuole più affrontarli né superarli, ma vuole in qualche modo fermarli sul nascere. La sofferenza aiuta a crescere, maturare, a cambiare rotta e ci fortifica. La verità è che abbiamo paura di tutto, ci siamo allontanati dalla natura, abbiamo costruito città e case nelle quali ci sentiamo protetti, ma da cosa? Dalla vita stessa? Dovremmo tornare a riconnetterci con la natura ed essere meno costruiti e legati alle convenzioni sociali. Investire su noi stessi per recuperare la nostra vera natura, questa è la ricetta per la serenità e non lavorare per il mero denaro e fatue soddisfazioni materiali da cui nascono depressione e frustrazione esasperate anche dai social network. E per aggravare il tutto arrivano come soluzioni palliative, oltre ai suddetti psicofarmaci, alcolici, sigarette, lotterie, gratta e vinci (Monopoli di stato). Io come artista ma in primis come individuo sono contro tutti i tipi di dipendenze che intrappolano l’essere umano in una condizione sempre più drastica, precaria, complicata e senza via d’uscita. Ognuno di noi ha un sogno, una passione, un’abilità. La musica, l’arte e la filosofia nascono con l’uomo e io credo fermamente che non dovremmo separarcene mai, ma soprattutto non dovremmo barattarle per il dio Denaro. Noi siamo ospiti su questa Terra, e non padroni. Prima ce ne accorgeremo, prima ci salveremo.